Cinema Manzoni: un “bene comune”

Il Manzoni era e resta la sala più prestigiosa ed elegante della città, chiusa dal 2006 per dichiarata “non sostenibilità economica”. Noi cittadine e cittadini, operatori del mondo del cinema e dell’audiovisivo, professionisti, associazioni culturali a difesa dei beni artistici e della cultura a Milano, vogliamo opporci alla progressiva trasformazione della Città in luogo del solo consumismo della merce. La tutela del Cinema Manzoni ha un profondo senso politico, perché è a difesa di ciò che oggi può essere definito come “bene comune”, per esistere insieme e fruire di cultura in spazi adeguati, rendendoli nuovamente vivi e mettendo in relazione la vita eonomico-politico-sociale con la produzione culturale. Per questo, come cittadini e reti impegnate nella difesa degli spazi della cultura, soggetti che si assumono la responsabilità di riattivare circuiti pubblico/privato in maniera nuova e creativa, base dell’autentica democrazia partecipativa, in un’ottica di lungo periodo, ti invitiamo a firmare questo appello per salvare il Cinema Manzoni.

Dicembre 2015

Alcuni giornalisti milanesi omaggiano le scelte del Comune di Milano e della Soprintendenza, barcamenandosi tra “negazione di un dovere degli Enti Locali di intervenire qualora la proprietà di uno spazio sia privata”, e plauso incondizionato ad un “rilancio” che in soldoni significherà riapertura a scopi esclusivamente commerciali dello spazio (moda ed affini...).


L’Assessore all’urbanistica sostiene che le scelte sono frutto di un “percorso” condiviso con i cittadini. Nulla di più falso! La nostra lunga cronistoria dimostra come il Comitato si sia battuto per trovare altri contenuti ed altre sinergie naufragate per mancanza di “imprenditori locupletati”, mentre il ruolo di facilitatore con gli imprenditori avrebbe potuto essere svolto proprio dall’Ente locale. In un momento in cui le sale cinematografiche cittadine continuano a chiudere, di alcune non si sa bene che fine faranno (come la sala dello Spazio Oberdan), e gli spazi per la ricerca artistica hanno un futuro incerto (Fabbrica del Vapore), invece che pensare a progetti urbanistico/culturali di livello europeo, si pensa che mettere un ulteriore megastore in centro “rilanci Milano”, abbattendo un luogo bellissimo, senza alcuno sforzo per progettare un luogo culturale e non commerciale. I 50 posti della saletta? il contentino perché Prelios possa dire di aver tutelato il mantenimento della cultura. E il teatro? Sopravvive più a lungo perché lì un imprenditore che aiuta da anni c’è.


Peccato, un’altra occasione mancata per fare cultura e riavvicinare al cinema i giovani.

lettera al comune dal comitato

Aprile 2014

Due articoli che ci riguardano da vicino, Arcipelago e Affaritaliani

Gennaio 2014

Sono passati alcuni mesi dalle ultime informazioni inserite nel sito, ed eccoci qui a raccontare cosa abbiamo fatto:


Dopo i tentativi di “avvicinare” Prelios ai docenti del Politecnico dichiaratisi disponibili ad elaborare degli scenari progettuali di riutilizzo dello spazio che avessero un senso “culturale” per Milano, preso atto che la proprietà andava avanti sul suo percorso di trasformazione in spazio commerciale, dopo aver assistito ancora una volta, in occasione di un evento cinematografico nella sala del Cinema Manzoni, alla straordinaria potenzialità che il luogo offrirebbe in campo artistico e cineaudiovisuale al pubblico milanese e non solo, consapevoli dell’inutilità di un ennesimo centro commerciale in centro, abbiamo consegnato, il 29 Novembre, nelle mani dell’Assessore alla Cultura Filippo Del Corno una lettera. Indirizzata alla Vicensindaco e a tutti gli Assessori (Del Corno, Benelli, D’Alfonso), che paiono, per competenza, i possibili interlocutori in un processo di democratico coinvolgimento partecipativo dei cittadini firmatari, la lettera chiedeva, per l’ennesima volta, che il Comune si ponesse come facilitatore, attraverso tutti i canali già attivi (Ufficio Moda ad esempio), nei confronti di possibili sponsor che avrebbero un interesse a mantenere una vetrina per iniziative private in uno spazio che potrebbe guadagnarsi una “nuova attenzione” tecnologica e culturale, anche in vista di EXPO 2015, ricordando che circa 1300 cittadini hanno ad oggi firmato un appello perché lo spazio sia riconsegnato alla città in maniera continuativa, nel rispetto della sua riconfermata vocazione cinematografica e culturale. Abbiamo chiesto anche una presentazione pubblica del progetto, ad oggi non ancora approvato dalla Sovrintendenza, ma sostanzialmente in via di approvazione con lievissime modifiche che non freneranno lo sventramento della sala cinema.

lettera al comune dal comitato

Il 15 gennaio 2014 Il Comitato ha ricevuto dal Comune una risposta firmata dalla Vicesindaco ed Assessore De Cesaris e dall’Assessore alla Cultura Del Corno che, nel ribadire l’impossibilità di un intervento per mancanza di budget e perché ci si trova di fronte a proprietà privata, praticamente tira giù una sorta di “definitiva saracinesca”.

lettera al comitato

Nel frattempo il Comitato ha ottenuto dalla Soprintendenza di poter consultare i documenti relativi al progetto proposto dalla proprietà Prelios. Non essendo ancora approvato il progetto, non possiamo pubblicare le immagini ma solo raccontarvi, sinteticamente, che le modifiche più pesanti riguardano la sala del cinema, il foyer, la galleria, la facciata sulla piazzetta. Il teatro invece resta, ed è quello che si cerca di far passare come “mantenimento di attività culturale”. Quello che più fa male è vedere le modifiche della sala dell’ex cinema: demolizione della platea, delle balconate, inserimento scale mobili, costruzione balconata perimetrale, magazzini e camerini ricavati nell’area dello schermo attuale, trasformazione dei riquadri del soffitto in piccoli lucernari per far entrare luce naturale; demolizione della sala di proiezione e costruzione di nuovi volumi vetrati per uffici. Insomma distruzione di uno spazio che, come delineato dalle linee progettuali del Comitato Cinema Manzoni Benecomune – e come sostenuto anche da prestigiose firme del mondo del cinema e dell’arte che hanno firmato l’appello per la sua rivitalizzazione come spazio culturale – ben altri successi potrebbe ottenere se indirizzato utilizzando le competenze del territorio.

Il Comitato ha deciso di allora di provare un’ultima volta ad offrire spunti alle Istituzioni, rivolgendosi direttamente al Sindaco, con lettera del 20 Gennaio 2014, chiedendogli un incontro.

lettera al sindaco Piasapia

Vi chiediamo di sostenere questa richiesta di incontro, inviando mail al Sindaco, sindaco.pisapia@comune.milano.it Basta scrivere: Sostengo la richiesta di incontro del Comitato Cinema Manzoni inviata con lettera 20 gennaio 2014. E di diffondere le info presso i vostri contatti, sarebbe bene che le firme riprendessero vigore, dopo mesi di silenzio.


14 aprile 2013 - EVENTO

“Percorsi fra Arte e Storia: I cinema scomparsi di Milano” Una visita in bicicletta nel centro di Milano per conoscere i luoghi e gli edifici che ospitavano le sale cinematografiche più importanti della città, oggi sostituite da spazi per la moda e da negozi di abbigliamento, oppure chiuse, in attesa di un destino incerto. Ritrovo h 14.45 in Piazza Oberdan ang. Via Spallanzani, partenza alle 15.00. Quota (ass.ne: 1.00€) La biciclettata si concude al Cinema Manzoni dove è previsto un evento cittadino a sorpresa. I partecipanti sono invitati a munirsi di una maschera con il viso del loro attore/attrice preferito/a, da indossare durante l'evento.

1 giugno 2012 - Sopralluogo al cinema Manzoni

Sopralluogo al cinema Manzoni con la proprietà Prelios, un architetto del Comune e un ricercatrice di restauro del Politecnico. Abbiamo visitato la sala (bellissima!!), la cabina di proiezione, il retropalco , terrazza, ci consegnano le piantine di tutti i vari settori (Galleria, Atrio, Teatro, Cinema). Non ci è stata fornita invece la documentazione comprovante lo stato della sicurezza, dei materiali esistenti, di che cosa è fatto il soffitto ecc ecc, ma è evidente che ci sono molte tematiche impegnative finanziariamente, balaustre non a norma, sedie non ignifughe, non c’è ascensore né accesso disabili, c’è il problema del divieto di utilizzare contemporaneamente il cinema e il teatro per via delle uscite di sicurezza che sfociano nell’atrio principale. Noi siamo per uno spazio multidisciplinare e quindi occorrerà studiare approfonditamente le normative. Non entriamo qui in dettagli tecnici, (che comunque siamo disposti a raccontare a chi ne volesse sapere di più), ma sappiamo che la proprietà è disposta a rincontrarci per discutere di un progetto sostenibile e in qualche modo nutrono la speranza che ci venga in mente qualcosa d'effetto oltre che troviamo noi possibili finanziatori!

Ed eccole le novità giuridiche, che ci mostrano ancora una volta una certa “leggerezza” nella tutela delle bellezze culturali ed architettoniche cittadine. Purtroppo quello che ci disse la Sovrintendenza al primo incontro era inesatto. Questa la storia. ENPAM per poter vendere a Prelios chiese un’autorizzazione, che fu concessa il 13-12-2007 con dei limiti. Ebbene in data 2-10-2008, con un ricorso al capo dello Stato, Prelios è riuscita ad annullare i paletti che la sovrintendenza aveva posto all’utilizzo degli spazi (obbligo a mantenere in alcune aree -tra cui cinema e teatro ed atrio- solo attività culturali). Le destinazioni d'uso, emanata dalla Direzione regionale per i beni culturali della Lombardia sono state annullate, dalla medesima Direzione Regionale, che ha ritenuto valide le obiezioni dell'avvocato di Prelios che nel ricorso ha fra l'altro, dichiarato:"...l'imposizione della destinazione culturale ad una sala cinematografica, in disuso da innumerevoli anni (…) oltre che illegittima, si configura illogica e contraddittoria. Illogica, in quanto non si comprende la relazione tra una sala cinematografica ed il suo utilizzo perpetuo ad uso culturale, posto che, al di là di ogni dubbio, nella sala cinematografica si svolge un’attività commerciale ed imprenditoriale che può anche avere (ma non sempre ed anzi raramente) risvolti culturali, ma in via semplicemente derivata..." Il Cinema non è arte, ma attività commerciale. E la Direzione Beni Culturali di corso Magenta prontamente ha avvalorato la tesi degli avvocati della proprietà. l Comitato Cinema Manzoni difende il cinema, l’arte e tutte quelle forme di spettacolo oggi possibili con l’uso interdisciplinare del corpo e delle tecnologie, musica, danza, teatro, cinema, video arte. Per evitare che il luogo diventi un ennesimo centro commerciale bisogna che si risvegli anche a livello milanese una nuova attenzione all’uso degli spazi, anche alla luce di nuovi orientamenti giurisprudenziali “in progress” e dei movimenti che stanno rivendicando con occupazioni e dibattiti un modo diverso di trattare il concetto di proprietà e di bene comune. E il Comitato Cinema Manzoni intende proseguire in questo progetto con l’obiettivo di riaprire il Cinema e renderlo luogo aperto alle fusioni artistiche e culturali, senza tralasciare il possibile coinvolgimento imprenditoriale di alcuni comparti strategici a Milano,quali la moda, il design, ed altri.

24 maggio 2012 - Incontro in Comune con Assessora Ada De Cesaris e Prelios.

Il Comitato presenta una prima bozza di idee progettuali, alcune delle quali vengono ritenute adatte ad altri tavoli istituzionali e non al cinema Manzoni: la formazione per esempio, dice l’Assessora, che comunque dichiara che la zona centro non rientra nei suoi programmi di riqualificazione territoriale; ha parlato con Boeri ed ha convocato la proprietà, come promesso, ed ora sta a noi riferirci direttamente a Prelios e buon lavoro! In pratica si offre come tavolo di mediazione in caso noi non si trovi un livello di discussione facile, ma il ruolo del Comune, che noi intendiamo come “facilitatore attivo”, non pare al momento andare oltre questa sorta di “tutela del mantenimento di un livello di discussione civile”. L’urbanistica ha solo una competenza rispetto al vincolo, competenza tecnica. Prelios si dichiara disponibile a discutere su basi progettuali, a farci vedere lo spazio, e darci documenti di base. Si scopre comunque in questa riunione che hanno già ottenuto l’annullamento del provvedimento che limitava ad uso culturale il cinema, e quindi il Comitato decide di approfondire autonomamente la situazione giuridica.

15 maggio 2012 - Incontro con Soprintendenza Belle Arti Milano

Durante l'incontro abbiamo capito che effettivamente c’è un vincolo su tutto l’edificio - da via Manzoni, 40 a via Borgospesso - e che al momento la Prelios agli atti ha messo solo un piccolo progetto per la galleria, per risistemare le luci e poco più. Malgrado ciò, scartabellando all’ufficio vincolo, abbiamo scoperto qualcosa che potrebbe essere utile: quando Prelios acquistò da Enpam, l’ente venditore dovette chiedere un’autorizzazione alla Sovrintendenza, per poter vendere. L’autorizzazione fu concessa, ma con dei paletti: attività culturali vanno fatte nell’atrio, cinema e sala teatrale, commerciali solo nella galleria. Questo pare significare che nel cinema, nell’atrio e nel teatro non si possono fare attività commerciali. Le indagini proseguono. Vi terremo informati!

14 maggio 2012, Palazzo Reale – Il Comitato Cinema Manzoni incontra l’Assessore Stefano Boeri

Il direttore del settore Spettacolo del Comune di Milano Antonio Calbi ci aggiorna sulle linee politiche relative ai luoghi deputati all’audiovisivo dell’Assessorato alla Cultura, già indicati nell’incontro pubblico di febbraio, come luoghi in via di ristrutturazione o adeguamento funzionale (Cinema Orchidea, Teatro dell’Arte della Triennale, Cattedrale alla Fabbrica del Vapore, Palazzo Morando); inoltre l’idea di attivare convenzioni anche per i sei principali festival del cinema a Milano: COE, Invideo, Milano Film Festival, Filmmaker, Sguardi altrove, Mix (come si fa per il teatro). All’Assessore Stefano Boeri il Comitato ha illustrato i passi mossi fino ad oggi, le idee contenute nella scheda di progetto e la volontà di ottenere dal Comune un ruolo attivo nella mediazione con la proprietà Prelios. Boeri, che ha ribadito l’importanza del Cinema Manzoni dal punto di vista architettonico e la sintonia con il Comitato nel riconoscere “la potenza immaginifica dello spazio”, ha sottolineato che il vincolo della Sovrintendenza riguarda solo lo spazio, e non la funzione, riconoscendo che il gruppo del Comitato Cinemamanzoni può diventare una risorsa per i progetti del Comune nel campo dell’audiovisivo. La sua idea è che si potrebbe arrivare ad una cogestione tra cinema e teatro da sviluppare anche con l’attuale società affittuaria degli spazi teatrali. Rispetto all’incontro con la Prelios, si è impegnato a contattare l’Assessore De Cesaris (da cui il Comitato aspetta la convocazione all’incontro con la proprietà). Viene sottolineato che per i festival ci vogliono spazi più ampi dell’Orchidea, che spesso in certe occasioni non riescono neppure ad accogliere le intere Comunità di stranieri che talvolta si radunano nei festival come quello Africano. Boeri riferisce che esiste un Forum delle Comunità Internazionali e che ritiene opportuno che si venga invitati al tavolo ristretto, ove si parla anche di cinema.

10 maggio 2012, Fabbrica del Vapore - Riunione del Comitato Organizzativo

Parliamo del progetto da presentare al Comune, che per ora è una bozza di idee sul possibile ri-utilizzo del Cinema Manzoni. Siamo ancora in attesa che l’Assessore de Cesaris ci convochi con la proprietà, ma noi la bozza di progetto l’abbiamo. Siamo tutti d’accordo che, ovviamente, dobbiamo discuterne più approfonditamente, mettendoci in rete con gli altri operatori che stanno riflettendo ed elaborando progetti per il comparto cinematografico ed audiovisivo, tuttavia da queste idee partiamo, chiedendo al Comune di svolgere quel ruolo di “facilitatore” che gli compete nel coordinare gli interventi sul territorio. Il confronto con la proprietà è urgente, dobbiamo raccogliere informazioni precise su spazi e situazione logistica interna alla sala. Si decide a votazione di consegnare all'Assessore Boeri la "scheda", una traccia utile per partire nel dibattito. I percorsi in atto (vedi Macao) sono percorsi diversi che possono avere una loro compatibilità, nella complementarietà. Ci può essere un sentire che non è contro l'altro. Il progetto deve avere una logica di sostenibilità, di sostegno imprenditoriale.
Si decide, con votazione, di portare a Boeri la scheda sintetica di progetto, da implementare ovviamente a voce .
Si riafferma la necessità di organizzare una giornata proprio per coinvolgere maggiormente la cittadinanza, magari coinvolgendo anche il Teatro Manzoni, col quale è stato già preso un primo contatto.
Apriamo una fanpage in facebook.

12 Aprile 2012

Si è tenuto un incontro in Comune coordinato dall’Assessore all’urbanistica, edilizia privata Lucia De Cesaris, presenti alcuni membri del Comitato Cinema Manzoni, dirigenti e funzionari comunali delle aree Urbanistica, Cultura, e Commercio, per il Consiglio di Zona 1 il Presidente della Commissione Cultura, Sergio Violante. Il Comitato ha rappresentato la necessità che il cinema Manzoni debba riaprire per ritornare ad essere un luogo della cultura milanese, all’interno del quale si sviluppi un progetto polivalente che riguardi proiezioni, mostre, festival, workshop, apertura alle possibili contaminazioni del mondo artistico e delle immagini... aprendo un tavolo di trattativa tra Prelios/Comune/Comitato. Si è sottolineato come uno spazio così prestigioso come il Manzoni potrebbe attirare investimenti da parte di sponsor, società attive nel mondo del cinema come la Sony o la Pixar e potrebbe essere il luogo in cui organizzare importanti eventi e attività legate alla formazione in campo cinematografico audiovisivo e delle nuove tecnologie. Si è richiesto che il Comune si ponga come soggetto attivo nella realizzazione di un disegno di rinascita del Manzoni che sia anche rilancio culturale del centro storico ormai privo di cinema e desertificato la sera. L’Assessore, presa in considerazione la proposta del Comitato, si attiverà per organizzare un incontro tra la Prelios e il comitato stesso entro metà Maggio, a fronte della presentazione di una prima bozza di progetto che riqualifichi il cinema Manzoni. Laddove valutazioni positive sul progetto fossero espresse dai vari comparti comunali coinvolti, e laddove non ci fosse apertura da parte della proprietà privata, il Comune comunque potrà valutare se offrire altri spazi cittadini interessanti, quali cinema ormai chiusi da tempo in altre zone.

20 Marzo 2012

Il Consiglio di Zona 1 approva la seguente mozione che presenterà in Consiglio Comunale: LUOGHI DI INTERESSE STORICO CULTURALE con particolare riferimento al Cinema Manzoni
Il Consiglio di Zona 1
VISTO: L’articolo 9 della Costituzione italiana che indica che “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio ed il patrimonio artistico della Nazione” Il Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 sul codice dei beni culturali e del paesaggio
RITENUTO CHE: I beni culturali devono tornare ad essere determinanti per il consolidamento di una sfera pubblica democratica. L’accezione moderna di cultura prevede una concezione allargata che correli sinergicamente educazione, istruzione, ricerca scientifica, conoscenza, espressioni artistiche. La cultura produce progresso e sviluppo La Commissione mista Cnel-Istat include la cultura e la tutela del paesaggio e dell’ambiente fra i parametri da considerare nella nozione di “sviluppo” La complementarietà pubblico/privato, che implica un’apertura all’intervento dei privati nella gestione del patrimonio artistico-culturale sta diventando sempre più diffusa La valorizzazione dei beni culturali può avvenire anche attraverso una gestione imprenditoriale dei luoghi di cultura nel rispetto dell’interesse pubblico, favorendo così la generazione di occupazione, competenza, ricchezza Gran parte del patrimonio storico-artistico nazionale è a tutt’oggi sottoutilizzato e invisibile al grande pubblico
RITENUTO ALTRESI’ CHE Il Cinema Manzoni è stato edificato nel 1947 su progetto dell’architetto Mario Cavallè, ed ha iniziato l’attività nel 1950 Nell’atrio del cinema sono presenti un affresco di Ghino Baragatti, sculture di Francesco Messina, di Franco Oliva, di Leone Lodi (raffigurante Apollo), di Pericle Fazzini e di Ferruccio Gasperetti Il Cinema Manzoni fa parte del patrimonio storico della città Il Cinema Manzoni è stato il primo cinema in Italia, il terzo al mondo (dopo New York e Londra) ad aver adottato il sistema del Cinerama in cui tre macchine da proiezioni “all’unisono” creano un’immagine panoramica su un apposito schermo curvo a 146º Il Cinema Manzoni, risulta attualmente sotto il vincolo della Sovrintendenza alle Belle Arti Il Cinema Manzoni ha cessato la sua attività di sala cinematografica nel 2006 Si corre il rischio che venga disperso il patrimonio storico artistico e compromessa la struttura architettonica, sebbene già sottoposta a vincolo
CHIEDE ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE Di redigere un elenco dei luoghi e immobili che, per destinazione d’uso, si possano considerare di specifico interesse storico culturale, nel quale comprendere il Cinema Manzoni, e sottoporli ad un regime particolare di tutela per preservare la loro funzione di valorizzazione dell’immagine e della cultura della città, nei particolari contesti urbani di cui sono storicamente elemento di identità e riconoscibilità. Ferme restando le legittime attese delle proprietà dei luoghi di interesse storico-culturale per la città, si chiede di costituire un tavolo congiunto fra proprietà e Amministrazione pubblica al fine di studiare e concordare possibili utilizzi dei luoghi e immobili citati che, garantendone l’integrità storico artistica culturale, consegua l’obiettivo per cui il patrimonio culturale sia salvaguardato costituendo un’opportunità anche per il mondo dell’imprenditoria.

9 Marzo 2012

Il Comitato Organizzativo si incontra e definisce la suddivisione dei compiti per aree di lavoro e competenze al fine di organizzare una giornata di happening culturale e di incrementare la visibilità del sito e della petizione on-line:
www.cinemamanzonibenecomune.com
con volantinaggio e presenza mirata ad incontri culturali, festival cinematografici, teatrali (come il Festival Sguardi Altrove, Festival Africa, Asia e America latina).connessi allo sviluppo di una maggior consapevolezza sulla presenza di spazi culturali a Milano.

5 marzo 2012

Il Comitato Organizzativo invia formale richiesta agli Assessori Boeri, D’Alfonso e De Cesaris chiedendo di promuovere un incontro con l’attuale proprietà del Cinema Manzoni. L’Assessore De Cesaris risponde immediatamente suggerendo ai colleghi di attivarsi per organizzare l’appuntamento. La Segreteria di Boeri conferma, con mail del 14 marzo, che entro i primi di aprile ci sarà l’incontro.

1 marzo 2012

La Commissione Cultura del Consiglio di Zona 1 approva all'unanimità un ordine del giorno che prevede la discussione sulla salvaguardia del Cinema Manzoni.

23 febbraio 2012

Alcuni rappresentanti del Comitato Organizzativo intervengono al Consiglio di Zona 1 per esporre la necessità di salvaguardare il Cinema Manzoni..

2 febbraio 2012

Incontro del Comparto Cinema indetto dall’Assessore Boeri. Nell’occasione viene letta la comunicazione riportata sotto e l’assessore Boeri dichiara di volersi attivare in merito al tema della salvaguardia del Cinema Manzoni, accogliendo la proposta di un incontro comune con la proprietà.

Testo presentato all’Assessore Stefano Boeri

“A partire dal mese di dicembre un gruppo di cittadini, alla notizia di una probabile chiusura definitiva del cinema Manzoni ed un suo ipotetico cambio di destinazione d’uso da parte della proprietà, probabile ennesimo negozio di abbigliamento, ha iniziato ad incontrarsi, a diffondere la notizia e a confrontarsi. La volontà emersa da incontri assembleari, mail e adesioni, è che la questione del Cinema Manzoni non debba passare sotto silenzio e che la società civile milanese riconosce a questo storico e prestigioso sito un valore per la città di Milano non liquidabile.

Oggi, in questa sede, comunichiamo all’amministrazione comunale e all’assessore alla cultura Boeri che è stato lanciato un appello nazionale per raccogliere suggerimenti e sostegno. In pochissimi giorni oltre 500 firmatari tra cittadini, scrittori, operatori culturali, registi, sceneggiatori, associazioni (non solo milanesi) hanno raccolto l’appello. Si è così dato avvio ad una serie di incontri con l’intento in prima istanza di impedire un possibile cambio di destinazione d’uso del cinema e in seguito di progettare il rilancio in termini di utilizzo culturale, cinematografico e interdisciplinare, del Cinema , non più quindi solo come sala cinematografica, cosa che sarebbe anacronistica. L’azione immediata allo studio è una giornata di sensibilizzazione e informazione, probabilmente di happening in loco, aperta a tutta la cittadinanza, anche a quanti hanno dimenticato o non hanno mai conosciuto quel contenitore di memorie e visioni che è stato il cinema Manzoni, una sala certamente nata e fiorita in un’epoca ben diversa da quella in cui viviamo, in un’epoca in cui l’affluenza ai cinema era molto più alta di quanto non sia oggi, e le modalità di intrattenimento erano comunque assai differenti. Non dimentichiamo che Milano era “la città dei cinema”, con una cittadinanza che frequentava i cinema, una città che produceva cinema. Non dimentichiamo che nel recentissimo passato i suoi amministratori, operatori culturali, imprenditori, non hanno dismesso progressivamente soltanto i luoghi di socializzazione o di cultura o di intrattenimento, ma hanno dismesso da troppi anni la voglia di “progettare” la città in termini di bisogni impalpabili ma necessari. Non dimentichiamo che proprio l'esistenza di uno sviluppo costante delle tecnologie connesse alle immagini consentono la promozione di nuovi progetti dinamici, interdisciplinari, che mettano in connessione i comparti dello spettacolo in maniera creativa e moderna. (L’ossigeno culturale è quello che fa vivere o morire una città, che fa di una città una comunità a prescindere dal censo, dalla professione, dalla provenienza)”.

“Duomo 14. Appuntamenti di cultura” - Operatori del comparto Cinema - Palazzo Reale 2 febbraio 2012

Ci siamo chiesti:

che senso ha un’iniziativa a sostegno di una sala che “non ha più ragione di esistere”? Di un’idea di cinema e di consumo culturale che non ha più “senso di esistere”?

Pensiamo che la tutela del Cinema Manzoni, che peraltro è sotto il vincolo della Sovraintendenza alle Belle Arti, abbia un profondo senso politico, perché andrebbe a preservare qualcosa che dal nostro punto di vista oggi può essere definito come “bene comune”.

Il giurista Ugo Mattei, nel suo recente “Beni Comuni - Un Manifesto” teorizza infatti i beni comuni come riconquista di spazi pubblici, democratici, fondati sulla qualità dei rapporti e non sulla quantità dell’accumulo, merce declinabile solo in termini di un “esistere insieme” di tutti i cittadini. Cose di utilità per i diritti della persona e a beneficio delle generazioni future. Nella stessa direzione si situa anche l’intervento – presso il Teatro Valle Occupato - di Stefano Rodotà, giurista ed ex presidente dell’Autorità garante per la privacy: “Dipende da noi – ha sottolineato Rodotà – da quanto vogliamo poi nel tempo continuare ad essere difensori di questo principio che affermiamo come comune. Perché i diritti possono sempre essere messi in discussione nel tempo, e oggi – cosa che credevamo impossibile – vengono messi in discussione diritti che pensavamo e pensiamo ancora inalienabili. Tutto sta nelle nostre mani, a quanto siamo disposti ad essere “partigiani” dei nostri diritti acquisiti, difensori di quei beni che riteniamo comuni”.

É qui che affondano le radici della nostra iniziativa.

L’obiettivo generale è quello di sensibilizzare la cittadinanza sul fatto che anche il cinema Manzoni dovrebbe assoggettarsi alle leggi del mercato e dismettere per sempre la sua natura, ovvero quella di luogo importante dal punto di vista architettonico, culturale, storico e sociologico e come tale bene comune.

Nella prospettiva di promuovere un confronto con le Istituzioni e la proprietà Prelios-Pirelli, che a tutt’oggi non pare aver ancora presentato alcun progetto e sulle cui intenzioni né l’Amministrazione Comunale, né la Sovraintendenza alle Belle Arti si sono espresse, intendiamo proporre una giornata di “utilizzo culturale” della sala, un momento di forte richiamo che faccia riscoprire il luogo, chiuso da diversi anni, “abitandolo” con rappresentazioni ed interventi.




Perché adoperarsi proprio per il cinema Manzoni?

Perché solo adesso? Non è ormai troppo tardi?

Molte riflessioni di tipo pragmatico sull’attuale andamento del cosiddetto “trend commerciale” e sulla realtà culturale conducono alla dichiarazione che “una sala come il Manzoni - 1200 posti - in centro a Milano ormai non ha ragione di esistere”.

Le monosale stentano a vivere e negli ultimi dieci anni (nel solo centro storico) hanno chiuso cinema nati in epoche piú o meno lontane: Ambasciatori (inaugurato nel 1956), Ariston (1945), Astra (1941), Cavour (1962), Corallo (1973), Corso (1926), Durini (1955), Excelsior (1928), Mediolanum (1971), Mignon (1945), Pasquirolo (1975), President (1977).

Il Manzoni era e resta la sala più prestigiosa ed elegante della città, costruita nel 1947 dall’architetto Mario Cavallé (Milano 1895-1982, studiò a New York e costruì in tutta Europa ben 136 sale, tra cui l’Astra). Amata da Keaton e da Bergman, fu la prima in Italia e la terza nel mondo a proiettare in Cinerama.

Ovviamente i motivi della chiusura, se visti da una lente di tipo commerciale, risiedono nella non sostenibilità economica. Da una parte il caro-affitti, frutto di una lenta ed inesorabile speculazione immobiliare, dall’altra la trasformazione socio/economica che ha portato alla nascita delle multisale, e quindi ad un consumo di cinema trasformato in profondità, che ha lasciato il campo al prodotto commerciale di intrattenimento, a discapito di quello di opera d’arte o di prodotto culturale.

Coinvolgere la cittadinanza, informandola della situazione del cinema Manzoni e del suo destino prossimo, ci sembra un’opportunità imprescindibile per dimostrare che anche a Milano esiste una sensibilità diffusa verso i luoghi della cultura e della memoria culturale, sempre in pericolo.

Numero totale di adesioni: 1355

ultime firme:

Roberto Luccini
Marco Bay
Alida Destefani
Daniela Lodi
Giovanni Abrate
Maria Angela Ferrari
cristina solza

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